Camminare in consapevolezza

Voglio aggiungere qualcosa sulla pratica di camminare in consapevolezza che ho presentato nel capitolo tre. Tutti hanno bisogno di camminare. Possiamo sempre godere della meditazione camminata, che andiamo dal posto di lavoro alla metropolitana oppure al parcheggio o al gabinetto, percorrendo svariati isolati o soltanto pochi passi: significa imparare a camminare con consapevolezza di ogni passo che facciamo, liberi dai pensieri e dai progetti.

Se desideri camminare in pace puoi fare due o tre passi durante l’inspirazione. Io quando inspiro di solito faccio due passi e mi dico “inspiro, inspiro”. Lo dico coi piedi, non con la bocca ad alta voce; concentro l’attenzione sulle piante dei piedi e tocco il terreno con molto affetto, come baciando la terra con i piedi. Espirando faccio altri due passi, dicendomi “espiro, espiro”. Dunque il ritmo è “inspiro, inspiro; espiro, espiro”. Tocca la terra in consapevolezza, lascia che il respiro scorra spontaneo e coordina con lui i passi. Non restare “nella testa” ma porta giù l’attenzione alla pianta dei piedi: noterai che i tuoi passi saranno molto più stabili e sicuri e questa stabilità ti entrerà nel corpo e nella coscienza. Cammini da persona libera, non sei più schiavo dei tuoi progetti, delle tue preoccupazioni. Ogni passo che fai ti aiuta a rivendicare la tua libertà.

Io cammino perché desidero camminare, non perché qualcuno mi spinge o mi costringe a camminare; cammino da persona libera, godendo di ogni passo. Non mi affretto, perché desidero stare realmente nel qui e ora, in contatto con la vita, ad ogni passo che faccio. “Inspiro, inspiro; espiro, espiro.” Può essere molto piacevole sentirsi dentro questa libertà: sei tu a camminare, non stai lasciandoti attirare nel passato né spingere nel futuro o nei tuoi progetti; sei te stesso, padrone di te stesso.

Dopo aver praticato il primo esercizio di questa poesia, continui con “profondo, lento”: “profondo, profondo. Lento, lento.” Puoi dirti “profondo” ad ogni passo che fai inspirando e “lento” ad ogni passo che fai espirando. Dillo coi piedi, non con la mente. Sei consapevole del numero di passi che i tuoi polmoni ti chiedono di fare nella durata dell’inspirazione e dell’espirazione, con il massimo agio. Se senti che camminare così è una vera fatica non stai praticando correttamente: la pratica dovrebbe essere rigenerante, trasformatrice e allo stesso tempo piacevole.

Poi puoi scegliere “calma, agio”. Non pronunciare meccanicamente le parole: quando dici la parola calma coi piedi devi sentire la calma nel corpo, nelle sensazioni. Quando sei concentrato e ti godi i passi che fai, dai sostegno a tutti quelli che stanno cercando di fare la stessa cosa. E quando fai la pratica di camminare in consapevolezza insieme ad altri, hai anche il sostegno della loro presenza e della loro pratica. Se godi di ogni passo che fai in piena stabilità e libertà, con calma e agio, dai un grande contributo alla qualità della vita di tutti.

Devi essere capace di rilassarti, di lasciar andare. Qualunque cosa succeda – problemi, avvenimenti – non dovrebbe farti perdere la felicità e la pace, perché hai il Buddha dentro di te, ossia l’energia del risveglio. Il Buddha è con te quando sorridi in consapevolezza; il Buddha è con te quando cammini in consapevolezza. Il Buddha è con te quando bevi il tè in pace. Sei consapevole di saper bere il tè in quel modo, di saper camminare in quel modo, di saper respirare in quel modo. Non pensare che il Buddha sia qualcosa di astratto: il Buddha è concretissimo, è l’energia della consapevolezza che hai sempre a disposizione, se la sai utilizzare.

Conosco un’imprenditrice che pratica sempre la meditazione camminata da un edificio all’altro dell’azienda. Invece di precipitarsi si concede il tempo di godere di ogni passo che fa e in quel lasso di tempo smette davvero di pensare al lavoro. Lei sì che sa trattarsi con amore!

Camminare in consapevolezza è una cosa che possiamo imparare tutti. È magnifico sentire di essere vivi a camminare su questo bellissimo pianeta. Molti di noi hanno l’abitudine di correre, incapaci di vivere a fondo nel qui e ora. Se camminiamo soltanto per arrivare da qualche altra parta sacrifichiamo il camminare in sé e per sé; allora non c’è alcuna vita, mentre camminiamo. È una perdita: dov’è il Regno di Dio? Il Regno di Dio è a nostra disposizione qui e ora e se sai camminare in consapevolezza puoi entrarvi ad ogni passo che fai. È solo questione di allenamento: abbiamo già a disposizione così tante meraviglie della vita!

Un giorno al Lower Hamlet praticavamo la meditazione camminata con un nutrito gruppo di monache e monaci cattolici. Conducevo io la camminata. Andando verso il bosco attraversammo un prato; era primavera e fra l’erba c’erano tanti fiorellini minuti di diversi colori. Camminavamo in consapevolezza, godendo di ogni passo, quindi entravamo in contatto con i prodigi della vita disponibili in quel mese di maggio. Fu una camminata risanatrice e piena di gioia. Nessuno diceva niente, ci godevamo semplicemente il contatto dei piedi con la terra, la connessione con tutto ciò che era presente nel qui e ora. Arrivati nel bosco ci sedemmo ad ascoltare gli uccelli, godendoci il sole che filtrava attraverso le foglie. Era splendido! Riuscivamo a toccare il miracolo della vita, lì presente. Eravamo in maggior parte monaci e monache, buddhisti e cattolici; mi voltai verso un nostro monaco francese e dissi: “Fratello, il paradiso è ora o mai più.” Glielo dissi in francese: “Le paradis est maintenant ou jamais”, e lui annuì sorridendo. Il paradiso non è un’idea, il Regno del Signore non è un’idea: è una realtà, perché la vita è proprio qui con tutti i suoi prodigi.

Se non siamo capaci di stare nel qui e ora non siamo capaci di entrare nel Regno del Signore o nel paradiso. Con un certo allenamento, invece, riusciamo a fermarci nel qui e ora e a entrare in contatto profondo con la vita; questo poi migliora tutto il resto, nella nostra vita, perché siamo più solidi, più liberi, più felici. Prenderci il tempo di camminare regolarmente in questo modo ci aiuterà a trasformarci e così riusciremo meglio a prenderci cura di noi stessi, della nostra famiglia, dei colleghi di lavoro.

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